“Virgini di li Virgini ab Eternu”: la Vara ritrova la sua voce nell’antico dialogo tra il Cristo e l’Alma Maria

Prima ancora di tornare a camminare per le strade di Messina, la Vara è tornata a farsi ascoltare.

È successo nell’Area absidale della Basilica Cattedrale, restituita alla città e diventata per una sera il luogo nel quale memoria, musica e devozione si sono incontrate per riportare alla luce una parte antica della tradizione della Vara.

“Virgini di li Virgini ab Eternu” è il titolo scelto per l’iniziativa: il canto dell’antico dialogo tra il Cristo e l’Alma Maria della Vara di Messina. Un titolo che già racconta l’anima della serata e che si inserisce nel programma del Centenario della Rinascita della Vara, proprio con l’obiettivo di recuperare quella musicalità che un tempo accompagnava la grande macchina votiva. Lo aveva spiegato anche monsignor Roberto Romeo presentando il programma del Centenario: ricostruire la musicalità della Vara e provare a restituirle quell’antico canto, nella speranza che un giorno possa tornare ad essere eseguito anche durante la processione.

Ma lunedì sera non si è trattato semplicemente di ascoltare un brano antico.

Bisognava prima comprenderlo.

E qui l’intervento di Monsignor Roberto Romeo, Delegato Arcivescovile per la Basilica Cattedrale e Canonico del Capitolo, ha avuto un ruolo centrale. Romeo ha argomentato le strofe, entrando nel significato delle parole, nel loro valore e nel dialogo che si sviluppa tra il Signore e Maria.

Strofa dopo strofa, quel testo antico ha così smesso di essere soltanto una memoria da custodire ed è diventato nuovamente un racconto da ascoltare.

Un racconto nel quale fede, poesia e musica si intrecciano.

Perché la Vara, un tempo, aveva una voce.

Non era soltanto un’immagine da guardare mentre avanzava tra la folla. C’erano le parole, le melodie, i canti. C’era una dimensione sonora che coinvolgeva il popolo e che proprio attraverso la semplicità delle strofe poteva essere ricordata, imparata e tramandata.

Anche dai bambini.

E proprio questa componente fonico-vocale, quella capacità della musica di accompagnare la grande macchina votiva e di arrivare direttamente alla gente, è stata una delle chiavi della serata.

Poi il racconto si è fatto scena.

L’antico dialogo tra il Cristo e l’Alma Maria è stato ricreato attraverso il canto, restituendo corpo e voce a quelle parole che Monsignor Romeo aveva appena argomentato.

Per qualche minuto, dunque, non si è soltanto parlato della Vara di un tempo: la si è fatta rivivere.

Il dialogo tra il Signore e Maria è tornato a prendere forma attraverso la musica, riportando alla mente quella Vara nella quale le figure e il canto erano parte di un’unica rappresentazione.

Ed è proprio qui che l’iniziativa acquista il suo significato più profondo.

Perché recuperare un canto antico non significa semplicemente recuperare una melodia. Significa riconsegnare alla città una parte del proprio modo di raccontarsi.

La Schola Cantorum “Gloria Messanensis” ha curato l’intervento musicale e l’esecuzione dell’antico dialogo, contribuendo a trasformare una pagina di memoria in qualcosa di vivo, presente, ascoltabile.

E la scelta dell’Area absidale non è stata casuale.

Uno spazio della Cattedrale che torna ad essere accessibile e che, proprio in occasione del Centenario, ha accolto un’iniziativa capace di mettere insieme storia, cultura e fede.

Un luogo restituito alla città che per una sera ha restituito anche una voce alla Vara.

Nel corso dell’iniziativa sono stati rivolti i ringraziamenti a quanti hanno contribuito alla sua realizzazione e al recupero dell’area, compresi PuliAmo Messina e i ragazzi del service che hanno predisposto tutto il necessario per la serata.

Una proposta definita per il suo carattere culturale, pensata per recuperare e valorizzare una memoria che appartiene alla città.

E dopo il canto e il dialogo, la serata si è conclusa con una preghiera mariana: “Dell’aurora tu sorgi più bella”.

Una melodia conosciuta, capace di riportare tutto alla dimensione più intima della serata.

Perché forse è proprio questo che significa celebrare cento anni dalla rinascita della Vara: non limitarsi a ricordare quando tornò a camminare dopo il terremoto, ma andare a cercare anche le voci, i gesti e le emozioni che l’hanno accompagnata nel tempo.

E lunedì sera, nell’Area absidale della Cattedrale, una di quelle voci è tornata a farsi sentire.

La Vara, per una sera, non è passata per le strade di Messina.

È passata attraverso la memoria.

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